REDUC TUTORIAL

Uno speciale ringraziamento ad Gianpiero Locatelli e Antonio Adrigat per la traduzione in italiano


CONTENUTI :
Funzionalità di base
  Caricare le immagini
  Finestra pincipale
  Selezione delle immagini
  Scelta delle immagini (BestOf)
  Ritagliare le immagini
  Allineamento e somma
  Panoramica sulle misurazioni
  Finestra di riduzione
  Eliminare immagini in automatico
  Calibrazione
  Misurazioni manuali
  Pubblicazione e registro informazioni
Funzioni avanzate
  AutoReduc: Riduzione automatica
  ELI: Easy Lucky Imaging
  Surface: trattamento di una superficie tridimensionale
  Ricampionamento con QuadPx
  Interferometria Speckle
  Calibrazione su strisciata stellare
  Synthetic Drift : calibrazione su immagini multiple
  Pre trattamento con Dark e Bias
  Procedure Batch
Altre caratteristiche
  Lingua
  Rotazione orizzontale o verticale delle immagini
  Tipi di Cursore
  Regolazione dei livelli di visualizzazione
  FITS header
  Logs auto-reload
  Personalizzazione della lista delle camere

Funzionalità di base

Caricare le immagini

Reduc legge i seguenti formati di immagine :
FITS int 8, int 16, int 32, IEEE 32 and IEEE 64
FITS Cube negli stessi formati
BMP
File AVI compatibili con VFW



Comando ‘Apri
Apre la classica finestra di Windows
Il numero di files caricabili è limitato da Windows.
Questo fatto può rappresentare un problema nel caso sia necessario caricare un gran numero di immagini, come nel caso dell’interferometria speckle (vedi sotto alla voce ‘Load Folder')



Load Folder ' è un comando potente ed allo stesso tempo di facile utilizzo.
Consente di caricare un numero di immagini virtualmente illimitato (> 100 000, presumibilmente sufficienti!)
Una volta aperta la finestra di dialogo, selezionare un file e d immediatamente tutti i files con la stessa estensione verranno caricati.
Ovviamente si suppone che le immagini di stelle diverse vengano salvate in cartelle differenti, com'è logico che sia.



FITS Cube
Le moderne camere consentono l'acquisizione di files Cube.
Questa funzione carica i files Cube e contemporaneamente li decomprime.

AVI
Questo comando converte un file AVI in singoli files BMP.
Si tratta di un processo piuttosto grezzo che funziona bene con files AVI ottenuti con vecchie webcams.
Camere più recenti spesso utilizzano codifiche che non vengono riconosciute (e presumibilmente non verranno più supportate in futuro).
In ogni caso può darsi che il software di acquisizione stesso sia in grado di suddividere il file AVI in singoli BMP o FITS, che a loro volta possono essere caricati da Reduc.
Alcuni osservatori spesso usano VirtualDub o VirtuaDubMod per attuare la conversione.
Se il vostro programma di acquisizione crea files FITS o FITS Cube è molto meglio sfruttare questa possibilità! Per diverse ragioni.

Per convertire i files AVI procedere in questo modo:
- Selezionare il file AVI da convertire (tasto ‘Select AVI’) e cliccare sul tasto ‘Convert'

- Scegliere una cartella di destinazione in cui si desidera vengano salvati i files BMP e dare un nome generico al file.
Questo nome verrà indicizzato automaticamente da Reduc.
- La finestra dello strumento di conversione si chiuderà automaticamente una volta terminato il processo e quindi per caricare i files BMP sarà sufficiente utilizzare i comandi File/Apri oppure File/Load Folder


Salvataggio dei files

Reduc può scrivere files nei seguenti formati:
FITS int 16, IEEE 32 e IEEE 64 FITS
Cube negli stessi formati
BMP
RED è un formato proprietario di alta precisione utilizzato all’interno di Reduc

Utilizzare i comandi come segue:
- uno dei comandi del gruppo 1 per salvare la sola immagine visualizzata
- uno dei comandi del gruppo 2 per salvare una serie di immagini selezionate nella lista. I files verranno automaticamente numerati dal numero 00001 al xxxxx.
- uno dei comandi del gruppo 3 per salvare tutte le immagini selezionate in un unico FITS Cube.


Finestra principale
In questa finestra si svolge la gran parte del lavoro. Occorre quindi familiarizzare con essa.

1.Barra del titolo in cui è riportato il nome dell'immagine corrente.
2. Le immagini caricate sono riportate con il loro nome in una lista nella parte sinistra della pagina. Quando vengono caricate le immagini originali lo sfondo di questa lista si presenta bianco mentre è in blu quando esse provengono da uno spazio di lavoro temporaneo di Reduc.
3. Controlli per la selezione dei files.
4. Questo è lo spazio i cui viene visualizzata l'immagine corrente.
5. Alcuni elementi statistici riguardanti l'immagine corrente . In grassetto le coordinate e l’intensità dei pixel al passaggio del puntatore.
6. Cursori dei livelli di visualizzazione.
7. Lente di ingrandimento (4x). La casella di controllo Inv inverte in negativo la visualizzazione dello zoom. Cliccando in qualunque punto In quest’area si apre una finestra zoom più grande (ZoomROI), la quale può essere ulteriormente ingrandita o rimpicciolita agendo sui tasti ‘-‘ e ‘+’ in alto a sinistra della stessa.
8. Settaggi per la rilevazione del centroide.
9. Vista in sezione dell’ultimo centroide.
10. Modello della stella.
11. Tasti ‘comp A' e ‘comp B', fondamentali !!!
12. Funzione ‘AutoReduc’.
13. Funzioni ‘ELI’ e ‘Surface’.
14. Procedure per la calibrazione tramite strisciata e tracciato stellare.


Selezione delle immagini

Tutte le funzioni automatiche di Reduc (tranne ‘BestOf’) vengono applicate alle sole immagini selezionate nella lista.
Le immagini possono essere selezionate a piacere cliccando nella casella di controllo a lato del nome dell’immagine.
Il numero dei files selezionati appare in grigio (Sel: xxx).

Il tasto ‘Inv' inverte la selezione delle immagini mentre la casella di spunta che si trova alla sua sinistra consente di seleziona re/deseleziona re tutt a la lista delle immagini.
Nella casella con menu a tendina compare il numero di immagini attualmente selezionate . Per una selezione rapida si possono applicare le principali percentuali predisposte.



Scelta delle immagini
Nel corso di un'osservazione è consigliabile acquisire un elevato numero di immagini dell'oggetto in esame.
Al momento della riduzione è preferibile scegliere solo le immagini migliori.
Reduc offre due possibilità di scelta (Elaborazione/BestOf e BestOf(Vis)) nella barra del Menu principale.

BestOf’ opera una valutazione su tutta la lista indipendentemente dal fatto che le immagini siano selezionate o meno. Tuttavia non altera l'eventuale selezione. Una volta applicato il comando ‘BestOf’ le immagini vengono riordinate dalla migliore alla peggiore; la prima della lista (la migliore) viene automaticamente visualizzata.
BestOf(Vis)’ consente la valutazione manuale delle immagini. Reduc visualizza una serie di immagini di dimensioni ridotte centrate sulla particolare zona di interesse. E' possibile selezionare/deselezionare le immagini una ad una. Un consiglio: dovendo operare una selezione su migliaia di immagini di cui si presume che solo una piccola percentuale sia sfruttabile conviene deselezionare tutte le immagini cliccando sul tasto ‘Inv’; a questo punto lanciare il comando ‘BestOf(Vis)’ e selezionare solo le migliori.


Ritagliare le immagini
Gli osservatori di stelle doppie spesso riprendono immagini di piccole dimensioni contenenti la sola stella doppia da misuarare (ROI – Region Of Interest).
Tuttavia, a seconda della camera o del software di acquisizione, non sempre è possibile selezionare una ROI nel corso delle riprese.
Il lavoro su immagini troppo grandi però rallenta Reduc ed in qualche caso può essere fonte di problemi nell’identificazione della stella.
E' quindi opportuno ritagliare le immagini grandi in modo da lavorare solo sull'area del nostro target.
Cliccando sul comando ‘Ritaglia’ Reduc apre una finestra di dialogo che consente una precisa regolazione delle dimensioni e della posizione della regione di interesse, quindi elabora le immagini selezionate.
Gli effetti di queste impostazioni vengono visualizzati da un quadrato ed una croce tratteggiati di colore rosso/bianco.

Nota importante: Reduc lavora su copie delle vostre immagini il cui originale non viene assolutamente modificato.




Allineamento e Somma

Questo gruppo di comandi esegue ciò che dice. Rimane in Reduc più che altro per scopi didattici, quando avrete familiarizzato con Reduc lo userete molto raramente.

‘Allinea Lista’ : opera un allineamento sub-pixel facendo riferimento alla componente più brillante rilevata nelle immagini. Nel caso di magnitudini molto simili o per effetti dovuti al seeing, a volte l’allineamento viene effettuato sulla componente secondaria. Utilizzando le funzioni avanzate ‘AutoReduc’ ed ELI questo problema non si presenta.
‘Somma lista’ : somma le immagini selezionate.
‘Elaborazione automatica’ : effettua in automatico le due precedenti operazioni.
‘Somma elaborati’ : Reduc somma le immagini utilizzando i dati della finestra di riduzione. L’allineamento viene effettuato a partire dalle coordinate della componente principale. Reduc imposta autonomamente la dimensione dell’immagine risultante.

I comandi ‘Allinea lista’ ed ‘Elaborazione automatica’ crop the images. ritagliano le immagini. A differenza del semplice comando Ritagliail riquadro delle immagini prende come riferimento la stella più brillante nell’immagine. Gli effetti dei comandi sono visualizzati da un quadrato tratteggiato di colore rosso/bianco.


NOTE:
- Reduc può combinare immagini di differenti dimensioni.
- Dal momento che è possibile decidere la posizione dell’area da riquadrare a piacimento, non necessariamente la stella più brillante sarà presente nell’immagine finale.




Panoramica sulle misurazioni

Due clic per un centroide e quattro clic per una misura.
Clic con tasto sinistro sulla componente principale. Reduc traccia una casella di identificazione (un quadrato verde) attorno alla stella e stima il suo centroide.
Se l’identificazione vi soddisfa, con un clic del tasto destro se ne memorizza la posizione. Applicare lo stesso procedimento per la componente secondaria.

Nota: non appena Reduc carica una nuova immagine, identifica automaticamente la componente più brillante e disegna attorno ad essa il quadrato verde di identificazione.

   

Sono successe parecchie cose con questi pochi clic. Anzitutto familiarizziamo con la banda superiore della finestra che contiene le regolazioni per l’identificazione del centroide.

- A sinistra si trova una piccola finestra (Zoom Area).
Qui si trova la porzione ingrandita dell’immagine dove è posizionato il mouse. Cliccando e tenendo premuto il tasto sinistro del mouse lo zoom si centra sul centroide calcolato. I colori della finestra zoom si possono invertire selezionando la casella ‘Inv’.
Se si ha difficoltà nel leggere questa finestra zoom, un clic su di essa apre una finestra indipendente ridimensionabile.

- Subito a destra si trova l’area dei settaggi (Settings Area).
Abbiamo visto che il quadrato di identificazione del centroide è colorato in verde. Si possono variare le sue dimensioni da 3x3 pixels a 61x61 pixels agendo sul cursore orizzontale.
Regolate le dimensioni del quadrato in modo che si adatti alla stella. Reduc calcola nuovamente il centroide ogni qual volta si modifichi la dimensione del quadrato di identificazione.
Quando è selezionata la casella ‘Centraggio Automatico’, è sufficiente cliccare in prossimità della stella (ad una distanza più o meno simile alla dimensione del quadrato) e Reduc trova correttamente il centroide.
Selezionando la casella ‘Centraggio Manuale’ si obbliga Reduc a trovare il centroide all’interno del quadrato verde (e obbliga voi a cliccare sulla stella).
Il centraggio automatico è selezionato di default e nella maggior parte dei casi si tratta della scelta migliore. In alcuni casi eccezionali il centraggio manuale consente di identificare il centroide della componente secondaria di una coppia molto stretta, impedendo così a Reduc di spostarsi sul centroide più brillante.

- La finestra gialla (Section Area) mostra una vista di taglio della stella su due dimensioni. I colori della curva sono identici ai colori dei due assi della finestra zoom. I valori di ‘Max’, ‘Moy', ‘Min’ sono i valori massimo, medio e minimo dei pixel all’interno del quadrato di identificazione. ‘Seuil' è il valore soglia perchè un pixel sia ritenuto significativo da Reduc al fine dell’individuazione del centroide. Questo valore viene visualizzato dalla linea tratteggiata orizzontale nella finestra di colore giallo; la linea può essere spostata (agendo con il mouse) modificando così il valore soglia. Spostando la linea si forza Reduc a rimodellare la stella e a stimare nuovamente il centroide. Se le impostazioni vi soddisfano, facendo clic con il tasto destro nell’area gialla, Reduc salverà questo nuove impostazioni al posto di quelle automatiche. Le linee verticali tratteggiate nella finestra gialla rappresentano i limiti del quadrato di identificazione del centroide.

- L’area verde (Model Area) mostra come Reduc “vede” la stella. Non è possibile alcuna operazione in quest’area.





Finestra di riduzione

Al primo clic con tasto destro su una stella si apre autoamticamente la finestra di riduzione.

1 Menu a tendina per la selezione della camera. Ad un successivo riavvio di Reduc visualizza l’ultima camera utilizzata.
2 Dimensioni dei pixel in larghezza x altezza. I valori compaiono in automatico a seconda della camera selezionata. E’ possibile personalizzare la lista delle camere cliccando sul tasto […].
3 Orientamento dei quadranti (Pre-orientamento). Cambiare l’orientamento dei quadranti semplicemente cliccando sui tasti N, S, E e W. Naturalmente si tratta di un’orientazione grossolana delle immagini. La successione dei quadranti è importante. Reduc mantiene questa regolazione da una sessione di lavoro all’altra.
4 Coordinate del centroide e sua intensità.
5 Modalità corrente (‘Calibrazione’ o ‘Misura’)
6 D = inclinazione dell’immagine rispetto all’equatore celeste. Il suo calcolo è eseguito automaticamente in modalità ‘Calibrazione’.
7 E = campionamento. Calcolato in automatico in modalità ‘Calibrazione’.
8 q = angolo di posizione medio. Calcolato automaticamente in modalità ‘Misura’.
9 r= separazione media in arcosecondi. Calcolato automaticamente in modalità ‘Misura’.
10 dM stima della differenza di magnitudine tra le due componenti.
11 s= deviazione standard di Θ e di ρ (insignificanti in modalità ‘Calibrazione’).
12 Alette per la selezione dei due fogli di riduzione.
13 Menu :
- Ordina = numerose opzioni per l’ordinamento dei dati sul foglio di riduzione (operando in base a Theta, Rho o Delta M) ed una di rifiuto automatico.
- Aggiungi ai file di log = salva i dati di riduzione in un log
- Pulisci = cancella tutte le misurazioni (compare automaticamente un messaggio che chiede conferma per evitare cancellazioni accidentali). Utilizzare questo comando ogni qual volta si effettuano misure su una nuova stella doppia. I valori di D e di E, così come il Pre-orientamento vengono conservati.
14 Pulsante ‘Disp': apre una finestra che mostra la distribuzione spaziale delle posizioni relative della componente secondaria. Ovviamente funziona solo in caso siano presenti dati nel foglio di riduzione.



La linguetta ‘Bruti’ attiva il foglio contenente i dati grezzi. Le prime tre colonne indicano le coordinate geometriche e l’intensità della componente primaria; le seconde tre le coordinate geometriche e l’intensità della componente secondaria. La settima colonna indica il nome dell’immagine misurata.
La linguetta ‘Dati Elaborati’ attiva il foglio dei dati elaborati. Vi si trovano le singole riduzioni, immagine per immagine, comprendenti Theta, Rho, differenza di magnitudine come anche i residui di theta e rho.
Su entrambi i fogli è sufficiente cliccare su una riga a scelta per visualizzare nella finestra principale l’immagine corrispondente.

Un codice colore consente di apprezzare visivamente la dispersione delle misure:
Residui Verdi <= 0.674 σ
Residui Blu >= 0.674 σ e < 2 σ
Residui Fucsia >= 2 σ
Un esempio nell’immagine qui a destra. Evidentemente c’è un piccolo problema con l’ultima misura con un residuo di theta nettamente fuori range. Può darsi che si tratti di un’immagine di scarsa qualità, di un clic maldestro in fase di misurazione, chi può dirlo? E’ sufficiente cliccare sulla riga corrispondente per selezionarla e quindi eliminarla utilizzando un menu contestuale che viene attivato da un clic con il tasto destro.
Selezionando la linea si richiama l’immagine corrispondente che può così essere riesaminata ed eventualmente rimisurata.


Eliminare immagini in automatico

E’ possibile eliminare automaticamente le immagini che non rispettino requisiti qualitativi minimi. Questa funzione risulta utile nel caso di riduzione automatica di un gran numero di immagini.
E’ sufficiente selezionare l’opzione ‘Rifiuto’ dal menu ‘Ordina’ nella finestra di riduzione. L’analisi dei dati è istantanea e le immagini vengono scartate dal foglio di riduzione.

I criteri utilizzati sono i seguenti
Meno di tre pixels significativi per stimare il centroide di una delle componenti Tre pixel costituiscono veramente la soglia minima per condurre una riduzione
Picco di luminosità non sufficiente Il picco di luminosità si confonde con il rumore di fondo dell’immagine. Reduc forse è riuscito a determinare il centroide, tuttavia la qualità dell’identificazione è scarsa
Rho < campionamento Reduc non fa miracoli, non riesce a misurare due stelle la cui immagine cade nello stesso pixel!
Residuo di Theta > 3 s
Residuo di Rho> 3 s
Si tratta di un caso veramente eccezionale. Normalmente il valore del residuo è di poco superiore a 2 σ. Con tutta probabilità l’immagine è inutilizzabile (oppure è stata mal utilizzata da Reduc)

Calibrazione

Prima di condurre la riduzione necessitiamo di alcune informazioni:

  • Orientazione dei quadranti: la successione dei quadranti è in senso orario o antiorario?
  • Dimensione relativa dei pixels (W x H): indica che la dimensione dei pixels è uguale in larghezza ed in altezza. Normalmente è così, tuttavia alcuni sistemi di ripresa forniscono dimensioni differenti. Verificare la personalizzazione della camera (tasto [ … ] ).
  • Orientazione precisa dell’immagine.
  • Campionamento (arcosecondi/pixel).

Da una stella standard :
- Reduc calcola l’orientamento dell’immagine
- Reduc calcola il campionamento

Occorre inserire :
- caratteristiche della stella di calibrazione

COME FORNIRE I PARAMETRI DI CALIBRAZIONE



Selezionare Calibrazione in modo da mettere Reduc in modalità Calibrazione
Fornire Theta e Rho della stella di calibrazione (Reduc ricalcola automaticamente nuovi parametri quando vengono inseriti nuovi valori).

Se si utilizzano più stelle standard di calibrazione ad ogni sessione di ripresa (cosa raccomandata), ripetere l’intera procedura di calibrazione per ogni stella e calcolare (manualmente) la media di D , E . Le medie saranno reintrodotte nel passaggio alla modalità Misura.

Calibrazione tramite stella campione

La procedura è simile alla riduzione:
  • Caricare un serie di immagini
  • Condurre una riduzione automatica o manuale.

Al termine dell’elaborazione:

  • selezionare Calibrazione all’interno della finestra di riduzione
  • inserire i valori di theta e rho della stella campione.

Reduc calcola i parametri di calibrazione e li inserisce in D e E.

Automaticamente effettua tutti i ricalcoli necessari dopo l’introduzione di nuovi valori.

Non dimenticare di tornare su Misura per effettuare la riduzione!

NOTA: la linguetta ‘Dati elaborati’ non è visualizzabile in modalità ‘Calibrazione’.


Costanti strumentali note
D,E possono essere inseriti manualmente in qualsiasi momento quando ci si trova in modalità ‘Misura’ .
All’inserimento di nuovi valori Reduc effettua tutti i ricalcoli necessari.

Altre modalità di calibrazione
Reduc implementa due ulteriori metodi di calibrazione dell’orientazione: su tracciato stellare o immagini di deriva.



Misurazioni manuali

Una volta effettuata la calibrazione conosciamo precisamente orientazione della camera e campionamento. A questo punto possiamo attivare la modalità Misura.
Nel caso si siano ottenuti D,E tramite vie diverse da Reduc questi potranno essere inseriti nei campi corrispondenti in qualsiasi momento.
La fase di misurazione è la parte più facile di Reduc!
- caricare una serie di immagini
- eventualmente vagliare le migliori
- cliccare sulla componente primaria al fine di identificarne il centroide e cliccare con il tasto destro per memorizzarlo se la valutazione vi soddisfa
NOTA: generalmente, all’apertura di un’immagine, Reduc identifica automaticament la componente primaria; se questa valutazione è corretta si può direttamente cliccare con il tasto destro per memorizzare questo primo centroide .
- Puntare sulla componente secondaria e ripetere: clic tasto sinistro, clic tasto destro (clic, clic !!)
- Selezionare un’altra immagine e ricominciare….fermatevi quando volete

L’esame dei dati di ogni ulteriore immagine ha come effetto un ricalcolo completo della riduzione. I risultati sono visualizzati nella finestra di riduzione.

Ricordare di cliccare su ‘Pulisci’ prima di condurre misurazioni su una nuova coppia.


 


Pubblicazione e registro informazioni

Bene, avete ridotto i vostri dati. Cos ’ altro? Siete pronti per la pubblicazione!

Reduc è in grado di creare diversi registri in formato testo.
‘File di log di testo’ (Text Log) è un registro completo della sessione di riduzione.
‘File di log dei dati’ (Data Log) e EZReportsono due files ASCCII preformattati che possono essere esportati in qualsiasi database o foglio elettronico.
‘ CustomLog ’ genera un file ASCII personalizzato: la personalizzazione viene conservata da una sessione all ’ altra.

‘Auto Info’ è un formulario che aiuta a riempire la scheda di rapporto.
Se fate così per ogni stella misurata otterrete un rapporto di tutta la sessione osservativa.

Questa finestra pu ò essere aperta dal menu principale Finestra/Log oppure dalla finestra di riduzione ‘Aggiungi al file di Log'.

Cliccando su Salva vengono automaticamente salvati i quattro registri con i nomi:
ReducDat_dd-mm-yyyy_hh-mm-ss.txt
ReducLog_dd-mm-yyyy_hh-mm-ss.txt
ReducEZReport_dd-mm-yyyy_hh-mm-ss.txt
ReducCustom_dd-mm-yyyy_hh-mm-ss.txt
dd-mm-yyyy_hh-mm-ss sono la data (giono_mese_anno) e l’ora (ore_minuti_secondi) della creazione del registro.

Il contenuto dei registri può essere editato direttamente da Reduc.








Funzioni avanzate

Quali osservatori esperti di stelle doppie sicuramente sapete che l ’ acquisizione di un gran numero di immagini facilita grandemente il lavoro di riduzione.
Tuttavia ridurre manualmente un gran numero di immagini non è molto piacevole. Reduc agevola questo compito che costituisce una delle parti più interessanti del suo utilizzo.

Tra le funzioni avanzate troverete


AutoReduc: Riduzione Automatica

Questa metodica consente la riduzione automatica di una serie di immagini. Simula la misurazione manuale di ogni singola immagine; riduce ogni immagine indipendentemente.

Selezionare una buona immagine dalla lista dei files (‘BestOf’ può essere d’aiuto)
- Cliccare sulla componente più brillante e, se necessario, aggiustare le dimensioni della casella verde di identificazione, come nel caso di riduzione manuale, ma NON cliccare con il tasto destro del mouse.
- Cliccare invece su ‘Comp A


-Ripetere il procedimento sulla componente secondaria aggiustando se necessario la dimensione della casella verde di identificazione.
-Quindi cliccare su ‘Comp B’

 

- Infine cliccare sul tasto ‘AutoReduc’ e voilà! In qualche attimo la serie di immagini è ridotta.

A seconda delle condizioni di seeing e della differenza di magnitudine, la componente più brillante può cambiare da un’immagine all’altra.
Se si seleziona ‘Strict Match’, Reduc utilizza solo le immagini nelle quali è rispettato il criterio di scelta iniziale (mag comp A < mag comp B).
Dopo la riduzione le immagini utilizzate nel processo appaiono selezionate, le rimanenti compaiono deselezionate.

Se ‘Strict Match’ è deselezionato, Reduc utilizza tutte le immagini selezionate e definisce autonomamente l’orientazione corretta nel caso in cui le magnitudini risultino invertite. .

Terminato il processo di riduzione la finestra ‘Disp'. mostra la distribuzione spaziale della componente B. Il quadrato nero rappresenta la dimensione di un pixel.


ELI: Easy Lucky Imaging

Il principio su cui si fonda il Lucky Imanging consiste nel registrare una gran quantità di immagini con tempi di esposizione molto brevi nella speranza di ottenere un numero significativo (qualche punto percentuale) di immagini che siano come minimo di buona qualità e, nel migliore dei casi, al limite di diffrazione.

ELI (Easy Lucky Imaging) riposa su questo principio ma in più utilizza un algoritmo originale per trovare le immagini con più alta correlazione. Il risultato è che viene utilizzato un maggior numero di immagini per avere un risultato con un alto rapporto segnale/rumore.

L’immagine finale può essere misurata con ‘Surface’ o manualmente.

‘ELI’ può lavorare con immagini distorte e con immagini con rapporto segnale/rumore molto basso.


Set of short exposure frames

ELI result

La procedura ricalca quella di ‘AutoReduc’.

Anzitutto occorre selezionare un’immagine in cui si possano quantomeno distinguere le due componenti. L’obiettivo consiste solo nell’identificare le due componenti.
Se non si riesce a trovare un’immagine di buona qualità è possibile utilizzare uno dei seguenti metodi:
- utilizzate un veloce comando ‘Elaborazione automatica’ su tutte o su parte delle immagini. Le coppie di stelle con magnitudini molto simili o uguali possono in questo modo restituire una falsa immagine di stella tripla. Non preoccupatevi dell’ambiguità di 180°.
- utilizzate il comando ‘Autocorrelation’. Non vi preoccupate dell’ambiguità di 180°.

- Cliccare sulla componente principale e regolate la dimensione del riquadro di identificazione del centroide e degli altri parametri come per condurre una misurazione manuale MA NON cliccate con il tasto destro.
- Cliccate invece su ‘Comp A’

- Procedere nello stesso modo per la componente secondaria.
- Cliccate su ‘Comp B’

Infine lanciate ‘ELI’.

Non dimenticate di ricaricare la serie completa di immagini se ne avete utilizzate solo una parte nel passaggio precedente per individuare le due componenti.

Nel corso della procedura può sembrare che Reduc non risponda, che si blocchi, soprattutto quando si elaborano migliaia di immagini. Nessun panico, lasciatelo lavorare!

Una volta che ‘ELI’ ha completato l’elaborazione:
- viene visualizzata l’immagine finale
- la lista delle immagini è ordinata dalla migliore alla peggiore e contiene le sole immagini utilizzate da ELI
- la finestra ‘Disp'. mostra la distribuzione spaziale della componente B se le immagini sono state trattate individualmente. Il quadrato nero rappresenta la dimensione di un pixel.

a questo punto è possibile misurare l’immagine finale con ‘Surface’ oppure manualmente.
Dopo la procedura ‘ELI’ le immagini sono allineate quindi:
- è possibile ricreare l’immagine ‘ELI’ in qualsiasi momento tramite la procedura Elaborazione/Somma lista
- è possibile generare una sotto-immagine ‘ELI’ selezionando una nuova percentuale o selezionando manualmente un certo numero di immagini applicando in seguito il comando Elaborazione/Somma lista.



SURFACE : trattamento di una superficie tridimensionale.

Questa funzione si basa sull’algoritmo Surface espressamente concepito per lo studio di coppie strette le cui immagini sembrano fondersi. E’ stato sviluppato da Guy Morlet e Pierre Bacchus per il trattamento delle immagini acquisite con il telescopio rifrattore da 50 cm. di diametro dell’Osservatorio di Nizza. E’ stato integrato in Reduc per la gentile concessione dei suoi autori.

‘Surface’ mostra tutte le sue potenzialità su immagini con elevato rapporto segnale/rumore e con stelle ben rotonde. Non è quindi impiegabile in riduzioni automatiche in serie.
Dopo aver elaborato un’immagine finale la misurazione con ‘Surface’ si sviluppa in quattro tappe:
1 - Cliccare sul punto di maggiore intensità luminosa della componente primaria e quindi cliccare sul pulsante ‘CompA'.
2 - Cliccare sul punto di maggiore intensità luminosa della componente secondaria e cliccare sul pulsante ‘CompB'.
Se la componente secondaria non presenta un evidente picco di luminosità, semplicemente scegliete quello che pare essere il centro della stella.
3 - Cliccare sul pulsante ‘Surface’ oppure nella barra del menu su Speciale/Surface.
4 - Terminata la procedura di calcolo, appare una finestra contenente elementi di riduzione interni di ‘Surface’. E’ sufficiente cliccare su OK perchè la riduzione dei dati venga automaticamente acquisita nella finestra di riduzione di Reduc.



Analizziamo ora un caso pratico di una certa complessità in modo da dimostrare tutte le potenzialità di ‘Surface’ in combinazione con altre funzioni di Reduc :

Questa immagine (1) va oltre le potenzialità di Reduc. I fotocentri sono tra loro distanti solo quattro pixels e la componente secondaria non presenta un picco di luminosità

(1)

Abbiamo visto che è necessario individuare il pixel più brillante della componente primaria.
Reduc ci aiuterà nella sua rapida individuazione.
Prima di tutto facciamo in modo che il riquadro verde di ricerca del centroide sia molto ampio, utilizzando il cursore apposito; il centraggio si deve trovare su Automatico (2a).

(2a)

Rimpicciolire il quadrato fino alla dimensione 3x3, in questo modo Reduc individuerà il pixel più luminoso della componente primaria.(2b)

(2b)

Cliccare quindi sul tasto ‘Comp A’ per identificare la componente (3).

(3)

La stella secondaria non presenta un evidente picco di luminosità, quindi risulta impossibile ripetere la stessa operazione su di essa.
Prima di tutto occorre impostare la modalità di centraggio su Manuale pur mantenendo le dimensioni del quadrato di ricerca su 3x3.
Quindi clicchiamo su quello che ci pare essere il centro della stella facendo affidamento sulla sua forma geometrica. (4)

(4)

Adesso clicchiamo sul tasto ‘Comp B’ per identificare la componente secondaria. (5)

(5)

In ultimo lanciamo la procedura ‘Surface’ (6).

(6)

Nella maggior parte dei casi ‘Surface’ riesce ad ottenere la riduzione, come vedremo tra poco. In questo caso però compare un messaggio di errore (7). Surface non è riuscito a calcolare la posizioni delle due componenti.
Le motivazioni possibili sono le seguenti:
- le stelle sono molto vicine e non presentano una superficie sufficiente (sotto-campionamento)
- il segnale non è sufficiente
- molto semplicemente non è possibile condurre la misurazione.


(7)

In questo caso le stelle sono troppo “piccole” per consentire a ‘Surface’ di lavorare.
Non è importante, abbiamo ancora altri assi nella manica. Possiamo ricampionare l’immagine con la funzione ‘QuadPix’ (8).


(8)

Ora le stelle presentano una dimensione ragionevole.
Non resta che ripetere le operazioni descritte in precedenza al fine di identificare le componenti A e B e lanciare nuovamente la funzione ‘Surface’.

Before After QuadPx

Questa volta il comando ‘Surface’ è stato in grado di risolvere le equazioni. Le stelle stono state misurate.
I numeri che compaiono nella finestra rappresentano i parametri calcolati mano a mano che ‘Surface’ approssima le equazioni. Nell’ordine si trovano:
xA, yA, xB, yB, luminosità di A, luminosità di B, i parametri di aggiustamento delle superfici, theta, separazione in pixels e lo scarto tra la superficie matematica e l’immagine.
Ogni linea costituisce un’iterazione dell’algoritmo; in linea generale meno numerose sono le linee presenti più la misura è affidabile. Il programma non va oltre le 25 iterazioni, quindi le misure che hanno richiesto un gran numero di iterazioni sono da prendersi con le molle!

L’angolo di posizione, theta, viene calcolato con un’orientazione interna di Surface, tuttavia viene automaticamente ricalcolato una volta che i dati vengono riportati in Reduc.

Cliccando su OK i risultati vengono registrati nella finestra di riduzione (9).
(9)

E’ possibile verificare il comportamento di ‘Surface’ cliccando sulla linea di misurazione nel foglio di riduzione dei dati in modo da richiamare sullo schermo l’immagine di partenza.
La croce più grande individua il centro della componente A mentre la croce più piccola individua il centro della componente B (10). Non ci si deve sorprendere se a volte si verifica un leggero scarto tra la croce e l’immagine (massimo uno o due pixels).
Molto evidentemente uno scarto come quello presente in figura (11) indica che qualcosa è andato storto!!!


(10) Image
measured correctly

(11) Someting is wrong !!!

Altra qualità di ‘Surface’ è rappresentata dalla sua stabilità. Normalmente è in grado di effettuare riduzioni anche nel caso in cui la componente B non sia stata perfettamente individuata. In caso di dubbio è possibile verificare che la soluzione proposta sia riproducibile variando leggermente la posizione individuata della componente B.
- Ricaricare l’immagine cliccando sulla riga di misurazione nel foglio di riduzione (12)
- Cliccare in una posizione leggermente a lato del centro della componente B (13) e memorizzarne la posizione cliccando sul tasto ‘Comp B’ (14). Non è necessario ripetere l’operazione sulla componente A in quanto Reduc tiene in memoria la sua posizione trattandosi della stessa immagine.
- lanciare nuovamente la procedura Surface e controllarne i risultati.

(12)
(13) (14)
In questo caso abbiamo cliccato su una posizione volutamente molto distante dal centro calcolato della stella e malgrado tutto Surface restituisce un risultato uguale al precedente (15)
(15)

Math Image

La funzione ‘Math Image’ consente di visualizzare il modello matematico calcolato da ‘Surface’.

Un esempio con un’immagine di STF 644:
- Immagine originale (16)
- Modello matematico (17)

 

(16) (17)


Ricampionamento con QuadPx

QuadPx’ è una funzione che consente di ricampionare l’immagine e di ingrandirla di un fattore due pur mantenendo costante la distribuzione del flusso luminoso per unità di superficie.
Questo metodo di ingrandimento è perfettamente adattato alle misurazioni da Reduc poiché lavora su questa distribuzione.
Se necessario QuadPx può venir applicato due volte sulla stessa immagine.

Nota per gli utilizzatori di vecchie versioni di Reduc: a partire dalla versione 3.71, Reduc tiene conto in automatico della variazione di scala e ricalcola i parametri di riduzione delle immagini trattate con ‘QuadPx’.

      

the original image, after a first QuadPx then after a second QuadPx


Interferometria Speckle


Questo capitolo e le corrispondenti funzioni di Reduc sono dedicati alla tecnica di interferometria speckle.

Attenzione:

L’interferometria speckle da lungo tempo viene utilizzata dagli astronomi professionisti per sfruttare al massimo il potere di risoluzione dei grandi telescopi. Può altresì risultare efficace con strumenti di minor diametro (30-40 cm.) per la misurazione di coppie molto strette.
Questa tecnica richiede tempi di esposizione molto brevi per congelare gli effetti del seeing e l’utilizzo di lunghezze focali (molto) lunghe. Il disco di Airy deve coprire diversi pixels.
Inoltre, si ottengono risultati migliori su immagini filtrate.
In questa parte del manuale si da per scontato che l’utilizzatore abbia familiarità con queste tecniche e che si renda conto della possibilità di impiegare questi metodi in base alla sua strumentazione.

Autocorrelation
Cross-correlation
Image measurement
Fast measurement
Enhanced Power Spectrum
Using a reference star

Autocorrelazione

Ottenere un autocorrelogramma è semplicissimo. Semplicemente occorre cliccare sul tasto ‘Autocorrelazione’!

 

 

 

Gli algoritmi utilizzano la trasformata veloce di Fourier (FFT). Richiede di lavorare su immagini quadrate il cui lato sia una potenza di 2. Se le vostre immagini non rispettano questo criterio, Reduc provvede alla loro modificazione prima di creare l’autocorrelogramma.

Cliccare su OK nel messaggio di errore e quindi, nella successiva finestra di dialogo, scegliere una dimensione compatibile con le vostre immagini; infine cliccare su OK e Reduc genererà l’autocorrelogramma.

 


 

Alla fine dell’elaborazione la lista delle immagini a sinistra mostra il contenuto della cartella interferometria, presentando 10 soluzioni numerate da S0_xxx a S9_xxx.

S0 è l’autocorrelogramma non filtrato. I picchi di luminosità dell’autocorrelazione sono generalmente immersi nel rumore pertanto risulta arduo misurarli.

 

 

 

 

Al fine di evidenziare i picchi di luminosità l’autocorrelogramma viene trattato con sottrazione di una maschera media per rumore crescente (3x3, 5x5,…). I files da S1 a S9 sono il risultato di questo trattamento.

Il problema è che i picchi di luminosità dell’autocorrelazione sono precisamente simmetrici e si riscontra sempre un’ambiguità di 180° nell’orientazione.

Per ovviare a quest’ambiguità si può tentare sommando alcune imagini oppure impiegare un metodo alternativo offerto da Reduc: ‘Cross correlation'.

 

 

Cross-correlation

La ‘cross correlation' è un ulteriore modo di interpretare le immagini speckle. Il maggior vantaggio consiste nel fatto che consente di rimuovere l’ambiguità di 180°

Le operazioni da eseguire sono essenzialmente le stesse che nel caso dell’Autocorrelazione descritto nel capitolo precedente.

Dopo aver caricato le immagini cliccare su ‘Cross-Correlation’.

Anche in questo caso viene utilizzata la trasformata veloce di Fourier e può apparire il messaggio riguardante le dimensioni delle immagini => procedere come nel capitolo precedente.

 

 

 

Al termine dei calcoli la lista delle immagini contiene files della cartella interferometria dove si trovano i files delle 10 possibili soluzioni (cfr. Capitolo precedente).

 

Non resta che misurare il picco di luminosità corrispondente alla componente secondaria. Si tratta del picco più brillante (*).

(*) In realtà il picco della secondaria è il meno brillante: Il processo interno a Reduc inverte l’immagine in modo che sia il picco più brillante ad individuare la componente secondaria. Si tratta semplicemente di una questione di comodità per l’utilizzatore!

Misura delle immagini di correlazione

La scelta delle migliori soluzioni tra le dieci calcolate dipende dalla vostra strumentazione e conviene procedere per prove successive.

Comunque la seguente regola empirica consente di iniziare.
Disco di Airy ~2 o 3 pixels => utilizzare preferibilmente S1/S2
Disco di Airy ~5 pixels => utilizzare S3/S4
ecc…

Più è piccolo il campionamento, più alto è il numero della soluzione da adottare.

Raccomandazione:
Utilizzando i cursori di visualizzazione occorre assicurarsi che la maschera non modifichi la forma del picco di luminosità della secondaria, questo fatto potrebbe portare a misurazioni della separazione meno precise.

 

 

 

La misurazione si svolge nello stesso modo di quella di una stella doppia:
- o si misurano il picco centrale di luminosità ed uno dei picchi secondari
- o si misurano i due picchi secondari (attenzione che in questo caso la separazione è raddoppiata).

Tuttavia Reduc propone qualcosa di più semplice con l’opzione ‘Interferometry Fast Measurement’.

Interferometry Fast Measurement

Attivando l’opzione ‘Interferometry fast measurement’ è possibile misurare l’Autocorrelogramma con un solo clic!

 

 

Un messaggio in rosso ricorda che la funzione è attiva.

 

 

Selezionate il picco di luminosità da misurare e cliccate su tasto destro.

Reduc calcola automaticamente l’angolo di posizione e la separazione del sistema e li invia alla finestra di riduzione.

Ovviamente il picco di luminosità misurato deve corrispondere a quello relativo alla componente B.

Ricordatevi di deselezionare questa funzione una volta che tornerete a misurare immagini “classiche”!

 

 

 

Non esitate ad apportare regolazioni nella finestra di modellizzazione (finestra gialla) descritta in precedenza in questo manuale. Modificando la posizione in altezza della linea orizzontale vengono modificati il modello e il numero di pixels presi in esame al momento del calcolo della posizione. Nel caso le immagini lo permettano, conviene selezionare un’altezza che restituisca una forma simmetrica al modello come negli esempi qui sotto.
Ricorda: un clic con tasto destro nella finestra gialla effettua la misura.

 

Enhanced Power Spectrum
Quando questa funzione è attivata, l’autocorrelazione viene calcolata su immagini trattate esponenzialmente al quadrato. Come effetto si ha un aumento del contrasto dei bordi nel corso della creazione dell’immagine amplificata in intensità. Viene usata solo con i processi di autocorrelazione.

 

Utilizzo di una stella di riferimento

Un modo per diminuire la predominanza del picco di luminosità centrale scaturito dall’autocorrelazione è di dividere l’intensità luminosa della coppia indagata per quella di una stella vicina di magnitudine uguale. Questa tecnica è molto efficace ma delicata da gestire in fase di ripresa delle immagini. A quanto ne so solo un amatore la usa regolarmente, quindi lascio in Reduc questo gruppo di comandi.

Istruzioni per l’uso:
1 - Caricare le immagini della coppia da misurare
2 - Interferometria/Target Power Spectrum
3 - Caricare le immagini della stella di riferimento
4 - Interferometria/Reference Power Spectrum
5 - Interferometria/Result

Cartella Interferometria (Interferometry Folder)
Una volta terminata la procedura di correlazione la lista dei files è convertita al buffer interno che si chiama Interferometry Folder e mostra i dieci files di soluzione. L’intestazione della lista è stata sostituita dal pulsante <===>, cliccandoci sopra si ritorna alla lista normale. Per ritornare alla visualizzazione della cartella di interferometria occorre utilizzare il menu Interferometria/Show Interferometry Folder.


Calibrazione su strisciata stellare
La strisciata stellare è un buon modo per valutare l’inclinazione dell’asse Est/Ovest. Tuttavia la strisciata è molto sensibile alla turbolenza atmosferica, quindi se si vuole ottenere un’informazione qualitativamente buona è necessario rispettare alcune regole nel corso della cattura e del trattamento dell’immagine:

- Puntare una stella brillante che tuttavia non saturi il sensore della camera.
- Portare la stella sul bordo Est della videata di cattura (eventualmente appena poco al di fuori di essa).
- Avviare la cattura dell’immagine
- Fermare il motore in Ascensione Retta
- Fermare l’esposizione quando la stella avrà attraversato tutta la videata di cattura.

Sono importanti tre fattori: la lunghezza della strisciata, la sua durata e la qualità stessa dell’immagine.
La strisciata deve essere più lunga possibile; l’attraversamento di tutto lo schermo è l’ideale, tuttavia ci si può accontentare di un po’ meno se si teme di perdere la stella.
La durata: una strisciata di due secondi non fornisce alcuna informazione valida. Deve essere la più lunga possibile, diciamo che una decina di secondi possono essere sufficienti. In caso di incertezza si può catturare diverse strisciate e farne una media.
Qualità dell’immagine: la stella deve essere sufficientemente brillante da lasciare una traccia ben visibile sulla schermata di cattura. Sono da evitarsi le stelle deboli e le stelle doppie con angolo di posizione di 90° o 270°!
La durata dell’esposizione è abbastanza lunga da introdurre rumore, il minimo pixel caldo può alterare la riduzione. E’ imperativo sottrarre offset e dark (i flat field possono tornare utili ma non sono assolutamente necessari).

CALIBRAZIONE :

- Caricate l’immagine correttamente pretrattata ed agite sui cursori di visualizzazione in modo da vedere agevolmente la strisciata.
- Cliccare su un punto prossimo all’estremità della strisciata. Individuare un punto in cui la strisciata si netta (Fig. 1).
- Regolare le dimensioni del riquadro verde di individuazione del centroide in modo che siano di poco superiori allo spessore della strisciata (fig. 2).
- Cliccare sul tasto ‘Comp A’. (Fig. 3).

(1)
(2) (3)
- Cliccare su un punto all’estremità opposta della strisciata. Anche in questo caso individuare un punto i cui sia netta e pulita (Fig 4)

- Cliccare sul tasto ‘Comp B' (Fig 5).

(4) (5)

- Infine cliccare su pulsante ‘Trail Analysis’ per avviare l’analisi (Fig 6).

- I punti utilizzati per il calcolo sono evidenziati da crocette verdi mentre la retta di regressione appare in rosso.
E’ giunto il momento di fornire a Reduc l’orientazione dei quadranti. Cliccare il tasto corrispondente nella finestra di dialogo (Fig 7).

- Il valore calcolato viene automaticamente acquisito nella finestra di riduzione (Fig 8)

-La tavola di pre-orientamento viene contestualmente aggiornata (fig.9)

E’ consigliabile l’acquisizione di diverse strisciate ed utilizzarne il valore medio come valore finale di calibrazione.


(6)
(7)
(8) (9)

Synthetic Drift : calibrazione su immagini multiple
Questa metodica è indirizzata agli utilizzatori di webcams che non possiedono l’opzione di lunga esposizione. Le raccomandazioni fornite per il metodo della strisciata restano ugualmente valide. In questo caso è di vitale importanza la scelta di una stella brillante che possa mantenere un buon rapporto segnale/rumore anche nel corso del movimento orizzontale. Ovviamente non dovrà saturare il sensore.
La modalità di cattura è semplice: portare la stella sul bordo Est della finestra di cattura, lanciare una serie di esposizioni con breve tempo di posa avendo fermato il motore in ascensione retta, attendere che la stella abbia attraversato tutta la finestra di cattura.

- Caricare le immagini ottenute in Reduc, non è importante che siano solo le migliori.
- Regolare il riquadro verde in modo che comprenda bene la stella (fig. 1)
(1)
- Cliccare sul tasto ‘Synthetic Drift’ (fig. 2) (2)
- Le immagini scorrono sullo schermo man mano che Reduc procede all’analisi. Può essere l’occasione per controllare che non ci siano immagini di scarsa qualità.

- Una volta terminata l’analisi viene visualizzata un’immagine sintetica del movimento della stella e compare una finestra di dialogo che chiede l’orientazione dell’immagine. Ora bisogna fornire a Reduc l’orientamento dei quadranti. Cliccare sul tasto corrispondente nella finestra di dialogo (fig. 3).

(3)
- Il valore calcolato viene automaticamente acquisito nella finestra di riduzione (fig. 4).
- La tavola di pre-orientamento viene contestualmente aggiornata (fig. 5).
(4)
(5)
Se la retta di regressione presenta tratti incoerenti può essere che ci siano delle immagini non valide. E’ possibile modificare a piacere la selezione delle immagini e rilanciare l’elaborazione descritta per poi cliccare nuovamente sul tasto ‘Synthetic Drift’.
Anche in questo caso è consigliabile acquisire diversi tracciati stellari ed utilizzare per la calibrazione il valore medio da essi ottenuto.

Pre trattamento con Dark e Bias

Riassunto dei principi di base:
Immagine grezza = immagine scientifica + Bias + Rumore termico.
Nel corso di una sessione di cattura ci si deve preoccupare di acquisire anche alcuni dark frames, una buona media va da 7 a 9. Queste immagini, acquisite con otturatore chiuso o con tappo sull’obiettivo, con tempo di esposizione uguale a quello delle immagini grezze, contengono al loro interno il bias ed il rumore termico. Reduc è in grado di sintetizzare un’immagine mediana e di sottrarla in tempo reale nel corso della misurazione, evitando in questo modo il ricorso ad un software esterno per trattare le immagini. Tutto avviene nell’ambiente di lavoro di Reduc senza che nessuna delle immagini originali venga modificata.

 

Esecuzione del pretrattamento:

1/ Cliccare sul tasto ‘Bias’ (appena sopra la finestra di visualizzazione dell ’ immagine)

2/ Selezionare i files bias

3/ A destra del tasto ’Bias’ appare la scritta in rosso su fondo nero Bias .
A partire da questo momento il pretrattamento diventa automatico per tutte le immagini caricate.

Se le dimensioni dell’immagine di correzione è incompatibile con la dimensione dell’immagine da trattare, Reduc non è in grado di procedere al pretrattamento.

E’ inoltre inutile disattivare il pretrattamento se la lista compare su sfondo blu in quanto Reduc riconosce le immagini già pretrattate.

Per arrestare il pretrattamento:

1/ Cliccare sul tasto ‘Bias

2/ Cliccare su Cancella

3/ Il pretrattamento viene arrestato

 


Procedure Batch

La modalità Batch consente di eseguire diversi comandi in una sequenza automatica.
Selezionare le opzioni e cliccare sul tasto ‘Run it

La tabella sulla sinistra gestisce la seguente sequenza di comandi dal menu:
1 - File/Apri oppure File/Load Folder oppure File/FITS Cube
2 - Elaborazone/Allinea (Align nella finestra Batch - Si tratta di un allineamento sub-pixel. Allinea sul centroide più brillante e ritaglia le immagini ad una dimensione data di default o ad una dimensione preferita; oppure consente di saltare questo passaggio)
3 - Elaborazione/BestOf (esegue il BestOf prima o dopo l’allineamento; oppure consente di saltare il passaggio)
4 - Elaborazione/Somma Lista se la casella di controllo Stack è selezionata (utilizzare la percentuale di immagini desiderata mediante ‘Select %’)

La tabella sulla destra è dedicata al pretrattamento delle immagini Cube. Consente di trattare molte immagini Cube in blocco.
L’opzione ‘Save as’ fornisce nuovi Cubes oppure li decomprime in cartelle individuali.
Il formato di output può essere 16 bits int oppure 32 o 64 bits float.
Il comando ‘Align’ può essere eseguito a scala sub-pixel oppure senza interpolazione (in questo caso si tratta di un semplice centraggo su pixel più brillante e viene conservata l’informazione originale delle immagini).
In ‘Size’ è possibile selezionare la dimensione dell’immagine; se si seleziona ‘Prompt’ verrà richiesta la dimensione personalizzata al momento del trattamento di ciascun Cube.
Do BestOf’ restituisce Files Cube o cartelle le cui immagini saranno ordiante secondo BestOf; i files FITS saranno numerati a partire dal migliore fino al peggiore.
Infine ‘Save autocorrelation’ genera cartelle le autocorrelazioni di ciascun Cube proprio come se si fosse utilizzato il comando Interferometria/AutoCorrelation manualmente.

- Se si selezione Save as Cube:
I nuovi Cubes vengono creati nella stessa cartella dei Cubes originali e vengono nominati nel seguente modo:
O riginalName_ppFORMAT_SIZE_ALIGN_BESTOF.fits dove:
FORMAT può essere i16 (sta per Int 16) o f32 (sta per float 32) o ancora f64 (sta per float 64)
SIZE è il valore delle dimensioni (sz128, sz256 oppure sz seguito dal valore da voi selezionato in Prompt)
ALIGN può essere alPix se non interpolato oppure alSubPix se a livello sub-pixel
BESTOF se si seleziona l’opzione BestOf
Per esempio se caricate un Cube chiamato myCube e lanciate la procedura batch come illustrato, il Cube che ne risulterà avrà il seguente nome:
MyCube_ppi16_sz128_alPix_BestOf.fits


- Se si seleziona Save as Files
Nella cartella del Cube originale vengono create nuo ve s otto-cartelle contenenti i cubes espansi.
Ciascuna cartella viene nominata come segue: OriginalName_ppFORMAT_SIZE_ALIGN_BESTOF
Per esempio se caricate un Cube chiamato MyCube e lanciate la procedura batch come illustrato, la sottocartella risultante sarà così nominata: MyCube_ppi16_sz128_alPix_BestOf

In ogni caso se si seleziona Save Autocorrelations viene creata una sottocartella contenente le autocorrelazioni. Il suo nome segue gli stessi criteri esposti sopra con l ’ aggiunta finale _AC.
Quindi se caricate un Cube chiamato MyCube e lanciate la procedura batch come illustrato, la cartella contenente le autocorrelazioni si chiamer à MyCube_ppi16_sz128_alPix_BestOf_AC.
Notare che i file di autocorrelazione recano l’estensione .redc. Questo è un tipo di file interno usato da Reduc di alta precisione. Questi file possono essere caricati e trattati solo da Reduc.


Altre caratteristiche

Lingua
Reduc è disponibile in Francese, Inglese, Spagnolo e Italiano.
Si può scegliere la lingua dal menu ?/Language/... nella finestra principale.

Un ringraziamento particolare a Edgardo Ruben Masa Martin, Gianpiero Locatelli e Antonio Adrigat per la traduzione in spagnolo e italiano.

 


Rotazione orizzontale o verticale delle immagini
E’ possibile cambiare l’orientazione delle immagini una volta che siano state caricate in Reduc utilizzando il menu Options /Swap Vertical per invertire l’immagine in senso verticale e Options/Swap Horizontal per invertirla in senso orizzontale. A partire dal momento in cui vengono selezionate queste opzioni rimangono attive per ogni immagine che viene caricata.


Tipi di Cursore
Il menu Options/Cursor consente di scegliere il cursore che preferiamo.


Regolazione dei livelli di visualizzazione
I livelli di visualizzazione vengono automaticamente calcolati da Reduc al caricamento delle immagini. Agendo sui due cursori si possono variare a piacere i livelli di visualizzazione; se si desidera applicare a tutte le immagini caricate le stesse impostazioni di visualizzazione è sufficiente deselezionare la casella di controllo ‘Auto’


Un clic con tasto destro su uno dei cursori richiama una finestra di popup per la regolazione dei parametri della scala dei cursori.:
Max:, Min:
Attuali valori massimo e minimo
|<-- Max
Max viene forzato al valore più alto del cursore
Min -->|
Min viene forzato al valore più basso del cursore
Max >>
Aumenta Max
<< Max
Diminuisce Max
Min >>
Aumenta Min
<< Min
Diminuisce Min

Selezionando la casella inferiore si ottiene una visualizzazione in falsi colori. Il numero dei colori utilizzati è modificabile.
L’utilizzzo congiunto dei cursori e dei falsi colori consente una grande varietà di visualizzazioni diverse. .

FITS Header
Con il menu Options/FITS Header si apre una finestra che contiene l’intestazione dei files FITS (ovviamente funziona solo con questo tipo di file)


Logs Auto-Reload
Il menu Options/Logs auto-reload chiede Reduc di caricare l’ultimo file di Log al momento di iniziare una nuova sessione.


Personalizzazione della lista delle camere  

Per personalizzare la lista delle camere di corrente utilizzo occorre cliccare sul tasto […] che si trova nella finestra di riduzione vicino alla dimensione dei pixel.

Per aggiungere una nuova camera: inserire il nome della camera al fondo della lista ed inserire la dimensione dei pixel.

Per cancellare una camera: cancellare tutte le informazioni al suo riguardo.

ATTENZIONE:
Reduc misura delle immagini! Una delle cose più importanti è la misura relativa dei pixel. Generalmente con camere che presentano pixel quadrati non ci sono problemi di sorta. Con camere dotate di pixel rettangolari conviene sapere come viene generata l’immagine finale da parte del vostro software di cattura:
- l’immagine finale è un rappresentazione grezza del sensore (1 pixel del sensore= 1 pixel dell’immagine)
- l’immagine finale viene corretta (interpolata) per restituire dei pixel quadrati sullo schermo.
Nel primo caso è sufficiente inserire le caratteristiche della camera tali e quali. Nel secondo caso sarà necessario inserire un valore identico nella colonna ‘Horiz’ e nella colonna ‘Vert.’